+39 055-290876 info@ristorantequinoa.it

Menù a scelta preparati da due famose food blogger gluten free: Gaia Murarolli-Gingerglutenfree e Gaia Pedrolli-La Gaia celiaca

Gli odori che invadono la cucina della nonna, una domenica mattina qualsiasi della nostra infanzia, con quei piatti semplici e schietti, preparati senza fronzoli. Sono i sapori che raccontano il nostro passato e che lo chef Simone Bernacchioni vuole riproporre domenica 12 marzo per la terza edizione de “Il pranzo della nonna”. Dopo aver preparato i piatti della sua infanzia, quelli dello chef Marcello Ferrarini, ora è il momento di misurarsi con i ricordi di due famose food blogger gluten free: Gaia Pedrolli, meglio conosciuta come La Gaia Celiaca, e Gaia Murarolli, Gingerglutenfree.

Due menù, ovviamente senza glutine, che raccontano molto più di ricette e preparazioni, ma sono la storia e i ricordi di una vita. Si potrà scegliere tra le due proposte da 4 portate e immergersi in un’atmosfera familiare e intima.

Gaia Murarolli è entrata nel mondo gluten free per amore della sua bambina. A settembre del 2013 ho aperto il blog Gingerglutenfree (http://www.gingerglutenfree.com) come contenitore di ricette facili, adatte ai più piccoli, di consigli, recensioni e informazioni. Ha collaborato con il mensile Free di Rcs e ora con il portale Glutile.it

La sua infanzia a Firenze ha il volto di nonna Romana, un vulcano di donna. La bella Romanina, così la chiamavano alle Cure per le belle gambe e la forte somiglianza con Anna Magnani, sposa Sergio, veronese doc, e per amore impara i piatti tipici veneti.  Gaia è sempre stata uno scricciolo, mangia poco, non le piace niente, ma la nonna Romana riesce sempre ad accontentarla. Ancora oggi se chiude gli occhi Gaia vede quell’angolo della cucina che si affaccia sul giardino, il tavolo lungo di legno fatto dal nonno Sergio, si vede seduta sulla panca ad aspettare la nonna che le porta il piatto, mentre il nonno le dice le filastrocche in veronese e lei ride perché non le ha mai capite.

La sua storia può essere raccontata anche dal menù che verrà proposto domenica 12 marzo. Si comincia con le polentine e baccalà, poi si prosegue con il risotto al radicchio trevigiano, mantecato al formaggio, cremoso, profumato, che la mamma dice: no la Gaia non lo mangerà mai! E invece ne mangiava un piatto e poi ancora un po’…. E poi il bollito con la pearà, che rendeva speciale ogni domenica. Il dolce è quello che da piccolina cercava per primo nel vassoio di paste che non poteva mancare nei pranzi della festa: la mitica fedora

Gaia Pedrolli quando non è a scuola a insegnare matematica è tra i fornelli. Fisica di formazione, celiaca per destino e cuoca per passione, ha scritto tre libri pubblicati da Giunti Editore con le sue ricette “Il dolce gluten free”, “Il pane gluten free”, “Torte rustiche gluten free”.

Dal 2009 ha il suo blog, La Gaia celiaca (http://lagaiaceliaca.blogspot.it).  Collabora con D di Repubblica e fa parte della redazione del portale Gluten Free Travel&Living, dove si occupa di scienza, di cucina, di recensioni e di celiachia.

Le sue origini sono emiliane e da quella terra assorbe tutto l’amore per la buona cucina. Le sue domeniche con la nonna Maria sono le più belle, perché hanno i sapori e gli odori della festa: il rumore del ragù che borbotta nella pentola, il forno sempre accesso che quando si apre emana un profumo indimenticabile, i giochi e le risate per ingannare l’attesa e poi finalmente tutti a tavola. Gaia già sa cosa la sua amata nonna le ha cucinato, ma non per questo la sorpresa è meno dolce.

Il suo menù del cuore è semplice, ma bello corposo. L’antipasto è una delicata insalata russa, ideale per preparare il palato al piatto più classico della domenica, quello che richiede tempo, tanto tempo, e molta attenzione: le lasagne. Il secondo è ancora più buono quando si mangia con le mani, sporcandosi tutta, la faraona arrosto con le patate. Il dolce dell’infanzia invece non cambia, la fedora vince su tutto.

I due menù sono a scelta, per un costo di 25 euro l’uno, compreso un calice di vino (dal secondo calice, 4 euro)